Siano 20 o siano di più, dopo un sufficiente numero di anni il brevetto scade. Se il farmaco è ancora interessante da un punto di vista terapeutico può venir prodotto e commercializzato (ovviamente da un´azienda autorizzata) utilizzando, anzichè il marchio (il nome di fantasia che caratterizza i farmaci di marca (es.: Valium), il nome chimico generico (es.: diazepam). Quando questo accade, nasce il Diazepam Generico, un farmaco che, costando almeno il 20% in meno rispetto al suo "collega" di marca, può consentire interessanti risparmi sia al paziente che al Servizio Sanitario Nazionale nel suo complesso. Ma chi ci garantisce che il Diazepam Generico (ove esista) sia effettivamente ´buono´ quanto quello di marca? La normativa internazionale pone, pertanto, una serie di condizioni e di controlli il cui scopo è quello di garantire gli standard di qualità farmacologica e farmaceutica e di far si che il prodotto generico immesso sul mercato abbia un’efficacia del tutto analoga a quella del prodotto di marca. In sintesi: stessa efficacia, minor prezzo.
Il brevettoIl brevetto nasce come strumento per tutelare l´inventore da altri che, privi di idee ma ricchi di mezzi, potrebbero "rubare" l´invenzione e porla in commercio come propria, intascandone tutti i vantaggi. La vita di un farmaco, infatti, non comincia nel momento in cui compare in farmacia, ma almeno 10-12 anni prima. E durante questo periodo costa molto e non produce nulla. Costa scoprirlo e farlo nascere (1-2 anni) isolandolo da altre sostanze simili ma meno interessanti. Costa produrlo in piccole quantità per provarne efficacia (riesce a curare quella particolare malattia meglio dei farmaci già disponibili?) e tollerabilità (gli effetti collaterali sono più lievi e rari di quelli dei farmaci attuali?). E se ne vano altri 4-6 anni. Costa studiare le forme farmaceutiche migliori per individuare la più adatta. Costa, infine, raccogliere il materiale ed intraprendere la procedura di registrazione presso le diverse autorità.
Ritorno e tutela dell’investimentoSe non esistessero i brevetti, sarebbe allora possibile per un´azienda terza, "copiare" i meccanismi di produzione del farmaco, fabbricare una "copia" identica all´originale e porla in vendita ad un prezzo inferiore. Il "copiatore", infatti, non ha dovuto spendere tempo e denaro nella fase di ricerca e sviluppo e, per lui, gli incassi divengono immediatamente "utili". Ma così, verrebe a mancare ogni stimolo economico per le aziende orientate alla ricerca: tutti troverebbero molto più conveniente copiare che "creare" (procedura da sempre molto onerosa) con l´evidente risultato che, in brevissimo tempo, non vi sarebbe più alcunchè da copiare e, cosa più grave, alcunchè di originale ed innovativo. Il Brevetto dei Farmaci garantisce perciò all’azienda che potrà commercializzare il farmaco in esclusiva per un certo periodo di tempo.
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